Dal Regno alla Repubblica

Nel 1922, a seguito del crescente sentimento nazionalista, la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza all’Egitto dopo anni di protettorato e di conflitti. Il governo egiziano sosteneva il re Fuad e suo figlio Farouk come sovrani d’Egitto e del Sudan. La Gran Bretagna cedette, così iniziò il Regno d’Egitto. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1947, il governo britannico ritirò definitivamente le sue truppe dal Canale di Suez e territori attigui, sempre per via dei sentimenti antibritannici che continuavano a maturare ormai da decenni.

la-sfinge-giza-egitto-11_rq3y1wwb

La rivoluzione del 1952

Il Regno d’Egitto terminò nel 1952, quando un gruppo di soldati facenti parte dei “Liberi Ufficiali”, una squadra guidata dal tenente colonnello Nasser, presero il potere con un colpo di stato. La motivazione principale era che il governo in carica era troppo pro-britannico, oltre al fatto che i militari accusarono una pesante sconfitta contro Israele nel 1948. Dagli avvenimenti non riuscì a cavarsela neanche il re Farouk I, poiché nel 1953 Nasser abolì la monarchia e proclamò la Repubblica, con Muhammad Negib presidente.

La Repubblica Araba d’Egitto

Nel 1953 venne quindi proclamata la Repubblica Araba d’Egitto, con libere elezioni che hanno visto nel 1956 come primo Presidente della Repubblica Abd al-Naser. In quello stesso anno viene decretata la nazionalizzazione del canale di Suez ponendo fine al suo controllo britannico. A Nasser succederanno il suo vice presidente Awar al-Sadat che fu ucciso in un attentato nel 1981. Gli succede Hosni Mubarak, per 30 anni fino al 2011, anno in cui vi sono delle imponenti proteste popolari che finiranno nella indizione di nuove elezioni presidenziali che vedranno vincere Mohamed Morsi. Questo verrà poi destituito da un colpo di stato militare guidato dal generale Abd al-Fattah al-Sisi, che viene proclamato presidente nel 2014.

Il clima in Egitto resta comunque piuttosto incerto. Si potrebbe dire che si tratta di un ciclo che ha visto dei precedenti nel suo imponente passato lungo oltre 5 mila anni, nei cosiddetti “periodi intermedi” tra le varie dinastie. Probabilmente un giorno l’Egitto deciderà di cambiare il proprio sistema di governo, adottandone uno in cui il popolo avrà effettivamente più potere decisionale.