Uno studio allarmante
Hussein Shobokshi
Asharq al-Awsat
31/01/2008
Non è più una novità e nemmeno ci sorprende che ci venga ricordato che l'istruzione è uno degli aspetti fondamentali per lo sviluppo dei paesi, indicatore cruciale del progresso e del successo. Le nazioni e i loro popoli vengono valutati guardando al successo, all'efficacia e alle prestazioni dei loro sistemi educativi.
La Mackenzie and Associates ha recentemente pubblicato uno studio neutrale e indipendente nel quale la grande organizzazione ha condotto un sondaggio sullo stato e sulle condizioni dell'educazione nel mondo arabo, mettendola a confronto con altri paesi. Le cifre presentate nella relazione sono allarmanti e preannunciano un enorme disastro.
Secondo lo studio il Libano, la Giordania, la Tunisia, l'Egitto, il Bahrein, la Palestina, il Marocco e l'Arabia Saudita si trovano in posizioni inferiori rispetto ad altri stati del mondo, e sono ancora più in basso rispetto alla media internazionale per quanto riguarda materie come la matematica e le scienze.
Lo stesso studio rivela anche che ragazzi dell'ottavo anno (presi come riferimento per la media generale) nel mondo arabo non hanno dimostrato nessuna sufficiente capacità in matematica.
È stata poi sottolineata la profonda discrepanza tra i rendimenti dei ragazzi e delle ragazze, e la carenza di istituti educativi che offrano un corso di formazione tecnico e professionale.
Lo studio della Mackenzie and Associates ha anche dimostrato come l'assenza di istituti pubblici dotati di un programma di istruzione biennale abbia portato alla creazione di una piramide rovesciata ristretta alle scuole tradizionali e alle università. L'altra statistica sconcertante, che riflette inevitabilmente la triste realtà dello stato attuale dell'istruzione professionale, è che solo il 12% dei diplomati di questi istituti incontrano il mercato del lavoro.
È stato inoltre rivelato che la lingua inglese e la capacità di risoluzione dei problemi sono gli ostacoli più significativi che i diplomati degli istituti tecnici si trovano ad affrontare. Lo studio presenta poi statistiche fondamentali rispetto alle condizioni dell'istruzione universitaria, segnalando che ci si aspetta che solo il 4% degli studenti universitari porteranno a termine la loro istruzione e otterranno una laurea. Emerge infine che i laureati non posseggono le abilità essenziali richieste dal mercato del lavoro.
la relazione della Mackenzie and Associates dovrebbe essere presa in seria considerazione dal momento che getta luce sull'impoverito stato dell'istruzione araba e supporta la sua tesi con prove aggiornate e inconfutabili, affermando che le soluzioni offerte finora sono insufficienti. L'evidente stato di negazione e la debole difesa della "gloria" dell'istruzione e delle sue conquiste nel mondo arabo devono ora essere guardate con scetticismo e preoccupazione.
È palese che ci sia una "ostruzione" che ostacola ulteriori sviluppi e riforme in tema di istruzione e la quale ritiene che difendere e mantenere questo stato delle cose sia un modo per preservare l'identità e le sue idiosincrasie, insieme ai suoi aspetti prestabiliti.
A tutt'oggi, all'istruzione non è concesso lo stesso status o la stessa importanza strategica che hanno i settori della scurezza e della difesa, per esempio. L'istruzione, se avanzata, può essere considerata la prima linea di difesa contro le delusioni dell'estremismo, del terrorismo, della disoccupazione e del crimine.
Uno studio condotto da esperti internazionali non dovrebbe essere la prova di cui abbiamo bisogno per riconoscere le condizioni degradanti dell'istruzione nel mondo arabo; ad ogni modo cifre e dati dettagliati ci rivelano che la situazione è seria e richiede di sviluppare strumenti e metodi prima che la situazione peggiori.
Questo è un avvertimento che non può non essere preso in considerazione.
Trad. Cecilia Fazioli