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Sconfiggiamo il pensiero perverso!
Muhammad al-Qadat
Al-Rai
quotidiano giordano
17/11/2005
Il pensiero buono costruisce la società, aumenta la sistematizzazione dei suoi valori e la difende dal deviare dalla giusta strada e dall'irrigidimento, collocando l'uomo al livello più alto dell'umanità, ma dov'è questo pensiero adesso? Perchè è nascosto a favore di un pensiero malvagio e degenerato? Perchè quest'ultimo ha cominciato a mettere le sue radici tra i giovani e ha determinato così la sua presenza nelle società? Dov'è la società che cerca di attaccare questo pensiero oscuro? Perchè permettiamo che i suoi propagandisti, i suoi sostenitori facciano il lavaggio del cervello ai giovani? E qual è la responsabilità, il ruolo che hanno  le scuole, le università, i pulpiti delle moschee e i sostenitori di questo pensiero che hanno determinato il terrorismo e perfino  mescolato il buono e il cattivo, il giusto e ciò che è sbagliato, così che un domani nel mondo si vivrà sui ritmi di queste idee? Perchè si continua a pensare ai programmi di musica su satellite, ai suoi spettacoli e molto altro ancora in tutte le sue varietà, i suoi colori, 24 ore su 24, invece di pensare al futuro di quei giovani?
Sappiamo quali sono i risultati di questa "politica", perchè la società ormai "raccoglie" sempre di più soltanto difficoltà, dolori, sofferenze, fatti sanguinosi e terrorismo. Sappiamo che ciò proviene dall'esterno e che si basa su quei gruppi che fanno deviare dalla retta via i giovani e che li illudono che questo mondo non ha alcun valore e che per giungere in paradiso è necessario vincere il nemico prestabilito con gli attacchi suicidi, fino a sacrificare se stessi. Dunque, nelle società arabe e islamiche, chiunque può essere ucciso: nemico e amico, credente e apostata. Lo scopo di queste persone è ben  chiaro, dato che uccidono innocenti e gente comune nelle strade, nei negozi e nei mercati.
E' arrivata l'ora che la gente ricominci a ripensare ai suoi affetti, ai suoi modi di insegnare, a rivedere la realtà con un altro punto di vista, a fare il loro ruolo di bravi cittadini, invece si ha paura e si sopetta se  per la strada vediamo una macchina o una persona che potrebbe essere un futuro martire. Il cittadino  allora fa da poliziotto o  uomo della sicurezza nel luogo in cui lavora e in cui si trova e su di lui ricadono le responsabilità di se stesso e della sua patria. E' necessaria infatti cautela, molta vigilanza così da far perdere l'occasione di uccidere ai sanguinari. Questo terrorismo vigliacco diffonde soltanto odio e tristezza .
Tuttavia non conosceranno mai le condizioni e  le circostanze della gente, fino a quando non smetteranno di commettere i loro crimini e non cesseranno con le loro violenze, se non si prenderanno le loro responsabilità, per loro stessi e per i  loro figli e per il loro mondo. L'Islam infatti rifiuta l'uccisione e il terrorismo di ogni tipo e di ogni forma! (...).
Questo tipo di chiusura vero l'Altro in tutte le sue forme e colori è rifiutato e non è predicato né dalla shari'a né dalla religione. La Giordania ha già vinto al suo interno già da molto tempo la lotta contro questo pensiero di distruzione e ha rafforzato un pensiero che è il contrario di quest'ultimo  che si basa invece su un Islam liberale, sull'amore, sulla fratellanza, sul perdono, sulla giustizia, sulla sicurezza della patria e della vita. Gli sforzi compiuti dalla Giordania e dal suo re sono chiari nella lettera di Amman che si fonda sull'Islam liberale che presenta un'immagine chiara, trasparente per gli arabi e per i musulmani.

Trad. Silvia Marchionne

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