RASSEGNA STAMPA
DEL 28/12/2005
Daniele Orsini
Oggi sono molti gli argomenti trattati dai giornali arabi ed essi riguardano diversi Paesi. Cominciamo dall'Iraq, dove ieri si è tenuta una manifestazione in protesta contro gli esiti parziali delle elezioni. Il quotidiano al-Arab scrive: "I manifestanti hanno ribadito ad alta voce che le elezioni sono state falsate a favore della coalizione sciita; inoltre, hanno chiesto la formazione di un governo di unità nazionale che includa le differenti confessioni in cui è suddiviso il popolo iracheno". E mentre continuano le negoziazioni tra le forze politiche per uscire dalla crisi, "le città irachene hanno assistito a numerosi episodi sanguinosi". Sempre in Iraq, infine, as-Sharq al-Awsat afferma che "ieri sono stati trovati resti di teschi di bambini e ciocche di capelli di donne in una piccola fossa comune scoperta l'altro ieri al centro di Karbalà". Secondo alcuni responsabili, "sarebbero stati uccisi quando l'ex presidente Saddam Hussein fece reprimere la sollevazione contro di lui, dopo la guerra del Golfo del 1991".
Un altro fatto molto importante di ieri si è svolto al Cairo, dove è stato inaugurato il Parlamento Arabo. Esso, come sottolinea il giornale egiziano al-Ahram, rappresenta "una tappa transitoria di cinque anni in vista della formazione di un parlamento arabo permanente la cui sede sarà nella capitale siriana Damasco". Tuttavia, mentre capi di Stato (come Mubarak e al-Asad) e Amr Musa, segretario generale della Lega Araba, hanno elogiato questo passo, un'opinione totalmente disillusa la si trova nella prima pagina de al-Quds al-Arabi: "La maggioranza schiacciante dei Paesi arabi non conosce una vera e propria democrazia, anzi vive sotto un regime monopartitico". "Questi regimi arabi detestati eleggeranno i loro rappresentanti per questo parlamento e faranno in modo che essi si facciano portavoce delle loro politiche e dei loro punti di vista, piuttosto che di quelli del popolo". E questa non è l'unica causa, sebbene sia la principale, per cui, secondo l'autore, Abd al-Bari Utuan, questo progetto è destinato al fallimento.
Sempre restando in Egitto, un'altra notizia di rilievo viene riportata in prima pagina di nuovo da al-Ahram: "Il presidente incarica Nadif di formare il nuovo governo. (…) Mubarak: 'La sua missione sarà di continuare il processo delle riforme e la modernizzazione. L'aumento dei posti di lavoro e la lotta alla disoccupazione sono le due sfide principali'".
Lasciando ora l'Egitto, torniamo in Medio Oriente, dove la lotta al terrorismo sembra aver riportato due successi. In Kuwait, il giornale locale ar-Ray al-'Aam titola: "Condanna a morte per i sei 'Leoni della Penisola' 'Sono stati fanatici e hanno terrorizzato il Paese'". Si tratta, come spiega meglio al-Quds al-Arabi, di "un gruppo islamico legato ad al-Qaida" e questi imputati "sono stati anche accusati di aver preso parte agli scontri con le forze di sicurezza lo scorso gennaio, durante i quali furono uccisi quattro poliziotti e otto estremisti islamici".
L'altro evento legato al terrorismo si è verificato in Arabia Saudita, dove, come titola la testata locale al-Jazeera, "Uccisione di cinque membri delle forze di sicurezza a Qasim e abbattimento di un terrorista" che, come si legge nell'articolo, rientrava nella lista dei 36 principali ricercati dal regno saudita per terrorismo.
Infine, le ultime due notizie riguardano il Libano e la Palestina. Per quanto riguarda il primo, il quotidiano locale an-Nahar scrive: "Mentre il dialogo tra il Primo Ministro Fuad Saniura e la coalizione formata dal partito 'Amal' e 'Hizbillah' tornava al punto di partenza [soprattutto a causa della questione della resistenza armata di cui questi due gruppi sono strenui sostenitori], Washington metteva in guardia contro l'indifferenza nei confronti della risoluzione 1559, affinché il Libano non sia esposto 'a quel tipo di pressioni internazionali che i Libanesi dicono di voler evitare'".
Infine, in Palestina, dove, come titola al-Ayyam (palestinese): "Le forze di occupazione cominciano a realizzare la regione off-limits… Nord di Gaza: attacchi aerei contro la sede di 'Fath', distruzione del ponte di Bayt Hanun e di strade secondarie e principali". E tutto ciò mentre, come si legge in al-Quds, "le fazioni palestinesi si sono accordate sulla formazione di un'alta commissione, presieduta dal presidente Abbas, che avrà il compito di far funzionare le elezioni legislative e di trovare delle soluzioni ad eventuali problemi che potrebbero ostacolarne lo svolgimento".