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MUSTAFA AL-AQQAD: SULL'ORLO DELLA TREGEDIA

Hasan Madan
Al-Khaleej
13/11/2005


    La morte di Mustafa Al-aqqad, il regista cinematografico di fama internazionale, avvenuta in seguito agli attentati terroristici in Amman, si rivela essere una tragedia al limite del paradosso. Proprio al-Aqqad, che ha impiegato gran parte della sua vita, talento e creatività per presentare al mondo l'Islam nella sua immagine civile e fulgida, cade vittima delle esplosioni i cui responsabili si proclamano falsamente appartenenti all'Islam.

    Nel quadro della vasta propaganda contro l'Islam e gli islamisti che travolge il mondo e l'occidente in particolare e di fronte a ciò che appare essere una lotta ideologica, Al-aqqad si dedicava a mostrare al mondo e all'occidente, attraverso l'efficace linguaggio cinematografico, che l'Islam è una cultura e civiltà caratterizzata dalla tolleranza, dal dialogo e dall'interazione con l'altro, una civiltà che dona e riceve,  trasmettendo la varie idee nel migliore dei modi.

     Ogni sua opera cinematografica affrontava le tematiche attinenti all'Islam, ai suoi valori e alla sua storia e sosteneva la causa degli arabi e dei musulmani come non possono fare infinite conferenze e prediche, tonnellate di libri e lunghi convegni. Gli arabi e i musulmani attraverso questi mezzi, infatti, non cercano di comunicare con "l'altro", ma si rivolgono a loro stessi e continuano a "convincersi" delle loro convinzioni. L'interlocutore di Mustafa Al-aqqad, invece, era precisamente "l'altro" al quale egli si rivolgeva in modo semplice e comprensibile trasmettendo il messaggio esattamente come lo intendeva, senza lasciare spazio a equivoci o interpretazioni erronee.
   
     E' un paradosso dolente che quest'uomo cada vittima di una morte vana causata da terroristi ignoranti che cercano di presentare la loro ignoranza e odio nel nome dell'Islam; sembra che il destino abbia voluto sottolineare questa tragica contraddizione nel suo aspetto più devastante.       La morte di Al-aqqad diventa il colmo dell'assurdità di questo terrorismo cieco in quanto gran parte delle  vittime degli attentati, per non dire tutte, ad Amman,al Cairo,a Sharm El-Sheikh, in Arabia Saudita, nelle città irachene,a Londra, Istanbul, Madrid e altrove, sono persone civili e innocenti. Mentre si stavano recando, come ogni mattina, a svolgere le loro attività e guadagnarsi da vivere, hanno trovato le bombe che li attendevano nelle stazioni ferroviarie o nelle piazze affollate di gente. Le bombe gli hanno colpiti persino quando festeggiavano i loro avvenimenti, così com'è successo al banchetto di nozze in uno degli alberghi devastati ad Amman; lì sono morti decine di invitati tra cui sedici membri della stessa famiglia che si erano uniti per celebrare il matrimonio di due loro giovani.

      E' terrificante che qualcuno cerchi di trovare scusanti al terrorismo e ai terroristi e certi fatti non  devono essere mischiati con questa brutalità e orrore. Dissociarsi dalle azioni degli americani in Iraq o altrove, assumere una posizione critica verso un dato regime arabo o altro, non si devono confondere neanche per un istante con questi atti criminali che colpiscono uomini, donne e bambini innocenti.

     E' necessario porre i confini, netti e precisi, senza traccia di ambiguità o confusione, tra l'opporsi all'occupazione e l'oppressione da un lato e questi omicidi terroristici vani e gratuiti dall'altro. La resistenza è esplicita nella sua definizione, nei suoi obiettivi, nei mezzi e negli avversari; anche il terrorismo è chiaramente definito, ha  suoi mezzi e vittime che colpisce e perciò deve essere chiamato con il suo vero nome, deve essere annunciato ad alta voce per quello che è : il terrorismo è terrorismo.
     Terrorismo è ciò che è accaduto recentemente negli alberghi di Amman e dapprima a Londra e  a Sharm El-Sheikh, così come gli attentati che colpiscono i civili in Iraq. 

     Questi avvenimenti esigono un risveglio nelle piazze arabe, gli arabi devono scuotersi dal sonno profondo e innalzare voci di protesta contro il terrorismo, come è successo in questi giorni ad Amman, quando migliaia di giordani sono scesi a manifestare per condannare il terrorismo e i suoi responsabili. Posizioni simili del popolo arabo condurranno a isolare sia questi gruppi ristretti di "professionisti" che compiono questo genere di azioni, sia quei giovani irretiti e trascinati verso una morte idiota e precoce che né Dio né le dottrine religiose permettono, morte che è contro la sana coscienza umana.

Traduz. Angela Rais

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