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Haaretz: la debolezza di Abbas è una questione sulla quale sono tutti concordi
Viaggio all'estero per lamentarsi di come Israele ostacoli i suoi passi.
R.H.
Al-Nahar
19/10/2005
Questo è un estratto di un articolo, che rappresenta l'ampio dibattito apertosi in Medio Oriente dalla morte dell'ex rais Yasser Arafat.
I giornali israeliani hanno seguito con interesse l'incontro tra il premier palestinese Mahmud Abbas e il presidente libanese Fuad Al-Siniura a Parigi, dove si è discusso il tema degli armamenti palestinesi negli accampamenti.
Ieri il giornale Haaretz ha pubblicato un articolo di Dany Rubinstein che parlava di come Israele veda Mahmud Abbas un leader debole, in cui si diceva: "La debolezza del presidente palestinese nelle ultime settimane è una questione sulla quale sono tutti concordi. E' opinione comune che non è riuscito e che non ha nemmeno provato a risolvere il problema delle organizzazioni terroristiche, che c'è grande caos all'interno dei suoi servizi di sicurezza, che i gruppi armati sparano nelle strade, uccidono e rapiscono, e che il sistema giudiziario palestinese non funziona, anzi Hamas è più forte di questo.
Ma un sondaggio pubblicato la settimana scorsa presenta dati sbalorditivi e diversi. Indica come proprio Abu Mazen si sia rafforzato nell'ultimo periodo. Il sondaggio è stato fatto in Cisgiordania e a Gaza da ricercatori ufficiali della facoltà Birzeit, e rappresenta un anello della serie di sondaggi simili fatti ultimamente. E così la percentuale di affidabilità del sondaggio sale. Questo sondaggio mostra che la percentuale del sostegno ad Abu Mazen è cresciuta dal 33% di aprile, sei mesi fa, a circa il 45% di oggi. La maggior parte dei votanti al referendum sostengono la sua politica in linea generale, e soprattutto il cessate il fuoco con Israele e il divieto di portare armi in pubblico. Una grande percentuale sostiene Abu Mazen riguardo il disarmo forzato delle Milizie armate (e prima di tutto dei reparti 'Azz Ad-Din Al-Qisam legati ad Hamas)
Ma ciò che insinua il dubbio sull'affidabilità di questo sondaggio, è che giunge alla vigilia del viaggio di Abu Mazen in Giordania, Egitto, Francia, Stati Uniti... Com'è possibile quindi leggere i risultati come una debolezza del premier nelle ultime settimane? La risposta a questa domanda richiede di un cambio di punto di vista. Persone vicine ad Abu Mazen sostengono come lui si opponga alla campagna mediatica il cui fine è di mettere in evidenza la sua debolezza, mentre invece è sostenuta dal presidente Ariel Sharon. Il tornaconto israeliano da questa campagna è simile a quello che li ha messi contro l'ex-premier Yasser Arafat. Ma Israele ha disegnato Arafat come un terrorista e Abu Mazen come un debole e il risultato in entrambe i casi è stata l'assenza di una persona in grado di dialogare con l'avversario. Dati questi presupposti il viaggio che intraprenderà Abu Mazen è considerato in accordo con il suo successo, come una campagna per lamentarsidi Israele. Lui dirà ai suoi ospitanti e soprattutto a George Bush di non poter progredire fintantoché Israele ostacolerà i suoi passi a Gaza costruendo muri divisori e ospitando i profughi della Cisgiordania. Apparirà all'estero con l'aspetto di chi gode di un ampio consenso popolare, allo stesso modo di come appare nei sondaggi.
Trad. Cecilia Fazioli