© Copyright arabiliberali, 2006-2007
Elaph.com (sito liberale di proprietà saudita): Elie Hajj firma un articolo intitolato "Lahoud rimane... nonostante tutto". Emile Lahoud, presidente libanese - dice Hajj - si rifiuta di abbandonare il proprio incarico, dirà pertanto che il rapporto di Detlev Mehlis non lo menziona e che si dovrà aspettare un processo. In altre parole: rimarrò a palazzo qualunque cosa facciate. Questo significa aspettare cinque o sei mesi fino allo stabilimento di un Tribunale internazionale e poi scegliere i suoi membri e far passare altri due anni per ascoltare un minimo di quaranta testimoni legati al caso.
Il mandato del presidente intanto scadrà prima del processo. Va tutto bene quindi, perché avere fretta? Hajj continua in maniera sarcastica, dicendo che Lahoud chiede di estendere il suo mandato in modo pacifico e niente di più... Lahoud dirà che i capi della sicurezza hanno agito senza consultarlo: loro sono i traditori, perché sono considerato io il colpevole? A questo punto - si chiede Hajj - che cosa faranno gli altri? Il blocco parlamentare che appoggia Saad Hariri noterà che mancano i due terzi della maggioranza richiesta costituzionalmente per accorciare il mandato di Lahoud, perché ha bisogno dei voti di Hezbollah, Amal e del gruppo del generale Michel Aoun.
Hajj dice che dopo il ritiro siriano dal Libano, il capo del movimento Amal - il portavoce del Parlamento Nabih Berri - ha appoggiato la posizione del segretario generale del movimento sciita Hezbollah, Hassan Nasrallah, disapprovando la politica del partito Mustaqbal e del premier Fouad Siniora. Per quanto riguarda Aoun, che aveva annunciato la sua candidatura come presidente, non appoggerà il fronte per le dimissioni di Lahoud, a meno che non venga proposto come successore.
Non ci sarà - continua Hajj - un nuovo 14 marzo, perché l'opposizione è divisa. Alla richiesta di Hariri (sunnita) e del leader del partito progressista socialista, Walid Jumblatt (druso), si alleerà anche Samir Geagea (cristiano maronita come Aoun), adesso a Parigi. Hajj riporta che Geagea ha detto di volere che Lahoud se ne vada, a differenza del generale che ha interessi, sebbene temporali, per far rimanere l'attuale presidente al potere.

Arabiliberali.it