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E infine un rapporto, non un'analisi
Asharq al Awsat
21/10/2005

Il premier libanese, Fouad al-Siniora,  in passato era solito dire: "Nel nostro paese la differenza tra chi sa e chi non sa è di un'ora sola". Non esiste infatti un luogo per i segreti, in un piccolo Stato in cui la chiacchiera è il passatempo preferito e l'utilizzo del cellulare è più alto di qualunque altro popolo. Forse la stampa libanese è l'unica tra quella dei paesi avanzati, che continua a pubblicare editoriali senza citare direttamente nomi e informazioni. ...continua
L'intelligenza della stupidità
                                                                                                                      
Mohammad Sabrin
Al-Ahram (quotidiano egiziano)
28/10/2005

Se la morte si ferma dal suo lavoro per un giorno solo, allora giunge il disordine. Con  queste frasi ci imbattiamo nello scrittore portoghese, vincitore del premio Nobel, Josè Saramago e nei suoi nuovi libri. Ma l'assassinio dell'ex premier libanese, Rafiq Hariri, contraddice il pensiero di Saramago.
L'inchiesta portata a termine dal giudice tedesco, Detlev Mehlis, apre le porte dell'inferno ai regimi in Siria, in Libano e nella regione. E Damasco, né tanto meno i paesi solidali con questa nazione potranno fare qualcosa. ...continua
Rapporto Mehlis: Soltanto politica o anche soldi dietro l'omicidio di Hariri?
Ghaida Fakhri
Asharq al-Awsat
16-12-2005

Quando Detlev Mehlis, a capo della Commissione internazionale istituita dal Consiglio di Sicurezza per indagare sull'omicidio dell'ex primo ministro libanese Rafiq Hariri, ottenne questo incarico la scorsa estate decise dopo poche settimane di concentrarsi su "la pista siriana", senza vagliare altre ipotesi. Arrivò pertanto alla conclusione che il movente più probabile  per l'omicidio fosse quello "politico". ...continua
IL 2006 E I MARTIRI DEL LIBANO
Randa Taqiyyudin
al -Hayat
28-12-2005

Dopo l'omicidio del deputato e giornalista libanese, il martire Gibran Tueni, per mano di vigliacchi che hanno paura della parola e della verità, il Libano vive nel timore del più grande degli atti terroristici e omicidi, conseguenza di alcune voci e di un clima diffuso di paura a seguito degli assassini dei martiri della libertà, che caddero uno dopo l'altro nel 2005. ...continua
Elaph.com (sito liberale di proprietà saudita): Elie Hajj firma un articolo intitolato "Lahoud rimane... nonostante tutto". Emile Lahoud, presidente libanese - dice Hajj - si rifiuta di abbandonare il proprio incarico, dirà pertanto che il rapporto di Detlev Mehlis non lo menziona e che si dovrà aspettare un processo. In altre parole: rimarrò a palazzo qualunque cosa facciate. ...continua
I libanesi reagiscono con forza nella loro guerra civile

Khaled Ghazal
al Hayat
10/2/2007

Il discorso politico delle forze libanesi in lotta si poggia su un denominatore comune: evitare che scoppi un conflitto tra i figli del popolo libanese e le sue confessioni e la determinazione ad impedire che la lotta si trasformi in guerra civile. ...continua
Libano