Ballando con i lupi
Inviato ad Arabiliberali.it da Khaled Duzdar, condirettore palestinese del "Centro di ricerca e informazione israelo-palestinese" di Gerusalemme.
Lunedì 17 ottobre 2005, si sono dimessi 244 membri di Fatah, che hanno motivato il loro gesto dicendo che la leadership palestinese sta ricompensando soltanto gli ufficiali militari del partito.
Atti, non parole - Chaucer. Qualche mese fa sono stato informato dell'anarchia e della mancanza di controllo che regnano in Palestina da un articolo intitolato: "Adesso o mai più". Ho già detto che, se l'Autorità nazionale palestinese (Anp) non prenderà rimedi seri immediatamente, la situazione si deteriorerà fino a raggiungere un livello di caos totale. Oggi vige l'incertezza, il territorio palestinese vive nell'anarchia e le cose stanno degenerando a tal punto da guadagnarsi quasi l'etichetta del cosiddetto "modello somalo". Le fazioni politiche e le milizie fanno come pare a loro; le città e i villaggi sono divisi tra i Signori feudali che commettono atti vandalici un una completa assenza dello Stato di diritto. Le Forze di sicurezza palestinese non controllano nulla e, in alcuni casi, sono state esse stesse coinvolte in incidenti di forze improprie, che contribuiscono ad aumentare lo stato di caos.
Gigli che diffondono un odore ancor peggiore di quello delle erbacce - Shakespare. Il peggio del peggio si ha quando le Forze di sicurezza palestinese compiono atti che violano le leggi e che vanno contro le loro responsabilità e i loro compiti. Un esempio significativo si è avuto quando alcuni membri delle Forze di sicurezza sono entrati di forza nel Consiglio legislativo palestinese (il Parlamento) a Gaza, durante una normale sessione, per denunciare l'assenza di sicurezza e il caos, comportandosi come se fossero dei gangster. Non ci sono ragioni logiche né scuse per questo tipo d'atteggiamento da parte delle Forze di sicurezza, che sono tenute a prevenire gli atti di protesta armata e di anarchia, che sono tenuti a proteggere l'immunità del Consiglio. Per di più, la maggior parte di questi "manifestanti" non era neppure in divisa, svelando così il fatto che, mentre sono in servizio cercano di garantire la sicurezza, ma quando sono "in borghese" violano quelle stesse leggi che sono tenuti a difendere. Qualche giorno fa, alcuni membri di una delle unità delle Forze di sicurezza sono entrati nelle case dei civili sparando colpi e ferendoli, minacciando le donne e i bambini, soltanto per una piccola disputa riguardo a un parcheggio per le auto.
Non giudicare se non vuoi essere giudicato -Matteo, 7:1-2. L'anarchia in Palestina ha ora raggiunto il suo picco. Le forze armate a Gaza hanno cominciato ad adottare il modello iracheno della distruzione e dei rapimenti, ma senza fare troppe distinzioni tra i diversi target da colpire, tanto che hanno catturato anche stranieri che lavorano per assistere la comunità palestinese. Lo fanno per ricattare l'Autorità palestinese e costringerla ad ascoltare le loro richieste. Coloro che commettono questi crimini non sono mai stati arrestati e non hanno mai pagato per le loro nefandezze, si muovono liberamente con la presunzione di chi sa che può ottonere quello che vuole attraverso l'attività criminale. Ma non c'è alcuna giustificazione per l'autodefinizione di "resistenza armata" - che queste forze rivendicano - se queste armi sono usate per colpire i palestinesi.
"Le erbacce malsane crescono velocemente". Oggi i Territori sono controllati da migliaia di miliziani armati, che crescono e si rafforzano ogni giorno. Sfidano l'Autorità e mettono in pericolo l'unità della Palestina e i palestinesi stessi. La violenza e gli atti d'anarchia stanno massicciamente moltiplicandosi in tutte le cittadine palestinesi. Questi Signori della guerra non hanno alcuna legittimazione nel definirsi gruppi di resistenza. Non hanno alcuna giustificazione per la violenza contro l'Anp. Non c'è mai giustificazione all'intimidazione delle persone. I miliziani non stanno opponendo resistenza all'occupazione. I loro atti sono dannosi e pericolosi, sono una minaccia diretta agli interessi palestinesi e alla sicurezza nazionale.
"La corruzione delle cose migliori diventa la cosa peggiore". Fatah è la fonte primaria della proliferazione di questi Signori della guerra. Queste "gang", usando il nome di Fatah, sono diventate "gangstar" e Signori della guerra, hanno reso la situazione in Palestina un campo di battaglia fra gangstar. L'Anp deve cominciare a smantellare e disarmare questi cosiddetti gruppi affiliati a Fatah. L'Anp deve rafforzare le leggi bandendo coloro che compiono atti contro i palestinesi e coloro che sfidano l'Anp su base quotidiana. Questi Signori della guerra pensano di essere parte dell'Anp o di agire in suo nome, ma la verità è, con i loro abusi, stanno danneggiando la causa legittima della Palestina. Non difendono la Palestina commettendo crimini, uccidendo, devastando i palestinesi, intimidendo, rapendo, tiranneggiando, estorcendo denaro a innocenti civili e agendo in modo illecito come se fossero giudici e carnefici.
"Se il cieco guida il cieco, entrambi cadranno nel fossato" - Matteo 15:14. E' chiaro che nei continui scontri tra Hamas e le forze dell'Anp, Hamas sta continuando a sfidare l'Anp e lavorando per creare un'Autorità simile e soverchiante rispetto all'Anp stessa. Il suo piano nascosto è creare un corpo parallelo, oscurando l'Anp, agendo come se fossero l'unica autorità a Gaza. Hamas sta cercando di apparire come il gruppo che ha vinto contro l'occupazione di Israele nella Striscia, vendendo l'idea che la sua resistenza ha cacciato via Israele. Nessuno dentro Hamas si preoccupa del fatto che i missili sparati contro Israele causino feriti e perdite tra innocenti, le stesse persone che dicono di voler difendere.
"L'esempio è meglio del principio". Non c'è nessuna reciprocità tra Hamas e l'Anp. Non è una situazione in cui due forze armate si combattono. E' uno scontro tra l'Anp e individui che le si oppongono e che operano al di fuori della legge. Di più, come oggi sappiamo senza alcun dubbio, le accuse di Hamas contro l'Autorità e il ministro dell'Interno per le responsabilità durante la parata militare di Jabilya erano false. Era Hamas il colpevole. Denunciare le lotte interne non è sufficiente, devono cessare gli episodi di milizie civili e armate, soprattutto a Gaza. Le milizie non hanno più alcuna ragione di avere delle armi, perché le forze d'occupazione non sono più a Gaza. Che bisogno c'è di milizie armate e di parate militari?
Metti in pratica ciò che predichi - Shakespare. La perdita di speranza e l'attuale sentimento d'insicurezza tra la popolazione sono peggiorati rispetto ai tempi dell'occupazione. I civili palestinesi non si sentono al sicuro, hanno perso la fiducia nell'Anp e nelle Forze di sicurezza, e anzi percepiscono i loro comandanti come leader della corruzione. Il popolo crede che i cosiddetti comandanti della sicurezza siano soltanto impegnati a servire i loro interessi.
Conosci te stesso, "Thales". E' il nuovo gabinetto la soluzione, "un governo transitorio"? Chi può guidare questo gabinetto e che fine vuole servire se le elezioni sono tra tre mesi? Può qualsiasi nuovo ministro dell'Interno apportare cambiamenti nei prossimi tre mesi?
Ballando con i lupi. Sembra che il presidente palestinese stia "ballando con i lupi" cercando di negoziare e di mediare per far cessare l'anarchia, mentre i lupi attaccano il gregge durante la notte. Il presidente Abbas deve ripensare la sua strategia. Se i lupi attaccano e minacciano il suo gregge, deve trovare il modo per proteggere le pecore dai lupi disobbedienti, e non cercare di placare i lupi. Deve combattere chi si oppone allo Stato di diritto. Deve lavorare per mettere fine a questa anarchia. Deve essere inflessibile nel rafforzare la legge e porre fine a ogni segno di mancanza di controllo e all'attività delle milizie armate. Il rafforzamento della legge non può essere oggetto di negoziazione. Il presidente Abbas deve porre fine a questa situazione immediatamente, senza più alcun ritardo. Altrimenti la rapida disintegrazione e il caos trasformeranno il tempo passato al governo in un'altra esperienza palestinese di fallimento, una mancanza di controllo di cui i palestinesi continueranno a soffrire.