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A Londra le donne col velo (parte prima)

'Abd ar-Rahman ar-Rashed
Asharq al-Awsat
16 ottobre 2006

Quando vidi per la prima volta delle donne con i volti completamente coperti dai loro veli neri attraversare la strada vicina alla sede del giornale, credei che fossero delle turiste provenienti dal Golfo e arrivate per sbaglio in questo quartiere lontano: solo più tardi ho capito che erano delle inglesi di origine indiana che avevano fatto propria una tradizione estranea alla loro società.
Questo è oggi un argomento molto dibattuto nella capitale britannica, così come lo è stato nelle capitali arabe negli ultimi anni: il Cairo, Damasco, Casablanca, Amman… In questo caso a dare il la è stato l'ex ministro degli esteri Jack Straw, quando ha affermato di essere contrario al velo in quanto elemento di discriminazione per i cittadini musulmani.
Tra gli infiniti articoli che ho letto, tra i quali nessuno spiega alla gente cosa sia il velo, spicca la storia della giovane insegnante 'Aisha 'Azmi, 24 anni, la quale, ironia della sorte, è stata di fronte a milioni di persone e nessuna di queste le ha mai visto altro che gli occhi.
'Aisha ha mischiato le carte ai musulmani e gettato scompiglio tra gli inglesi, aprendo la strada alla critica contro il velo. Il ministro ha poi dato un ulteriore contributo chiamando hijab (velo che copre la testa) il niqab (che copre anche il volto), confondendo le idee persino ai musulmani.
Probabilmente le donne col niqab falliranno nella loro lotta: se non altro perché costituiscono una minoranza nella minoranza, visto che molti musulmani non riconoscono il niqab come un obbligo dell'Islam.
Straw ha così esplicitato il pensiero di molti dichiarando di non riuscire a sedersi di fronte ad una donna col viso coperto: "Non riesco a parlare con chi non posso guardare in viso". Gli alunni della scuola hanno confermato asserendo che non capivano nulla delle spiegazioni della loro maestra 'Aisha che aveva la bocca e il viso coperto: tornerebbe di nuovo al suo incarico qualora fosse pronta a togliersi il velo.
Tra i maggiori sostenitori delle donne che portano il niqab o l'hijab in Inghilterra  c'è invece la sinistra e i liberali che considerano la libertà di scegliere come vestirsi alla base delle libertà in un paese che se ne dichiara difensore. Una loro sostenitrice ha scritto nel "Sunday times" indiano che i musulmani sono oggi gli ebrei di ieri, nel senso che ciò che sta accadendo è una repressione nel vestire e nell'essere. L'unica differenza sta nel fatto che alcune caricature hanno alzato un polverone attorno alle donne col velo e come dice uno dei disegnatori: "credevo che l'obbiettivo del velo fosse quello di coprire".
Trad. Cecilia Fazioli

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