Amr Mussa e il tempo perduto
Hifal Zakhui
Capo redattore di al-Ahali
(settimanale liberale iracheno)
07/11/2005
Questo articolo ci è stato inviato dal settimanale al-Ahali come contributo alla collaborazione con Arabiliberali.it
Il segretario generale della Lega araba manderà un delegato in Iraq per sistemare la questione della sua visita prima che si degni e ci faccia la gentilezza di visitare il nostro paese ferito. Si è riunito dunque con i membri della Lega araba e si è consultato con le migliori menti, attribuendo una grande importanza al problema della sicurezza prima di questa sua benedetta visita. Ciò che è necessario per lui è la sicurezza sotto tutti i punti di vista, via mare, via terra e via aerea ed è forse probabile che scenda addirittura un esercito dal "cielo "per la sicurezza della visita di Musa in Iraq, in quanto né la società araba né in particolar modo gli iracheni hanno i mezzi e la capacità, persino di respirare se non fosse per la benedizione di Dio.
Non so se il progetto di Mussa sia un progetto che al suo interno ha solo morte e distruzione per il nostro paese o se sia un piano di pace nazionale appunto…Non mi sembra di vedere infatti che ci sia odio ,rancore, divisioni o conflitti che siano sull'orlo della strage per il popolo iracheno e per la società in generale…queste divisioni tra le varie parti del popolo iracheno, che ci vengono presentate dai mass media arabi, non sono altro che pure finzioni, in quanto tutti vivono e non si vede di certo uno sciita minacciare con un coltello un sunnita perché sunnita e né si vede un sunnita ammazzare uno sciita solo perché sciita, e né un curdo uccidere un arabo semplicemente perché arabo, e né tanto meno un arabo ha mai fatto questo.
Piuttosto tutto ciò che succede, come gli scontri che hanno come obiettivo gli sciiti o gli omicidi che riguardano i sunniti, sono solo dei tentativi intrapresi dalle fazioni politiche e dai gruppi terroristici per alimentare la discordia e il disordine tra il popolo iracheno e introdurre il nostro paese in una perenne guerra civile. Non credo, però, che in tutti i fatti di sangue siano coinvolti gli iracheni tra di loro, a parte le vittime nei legami di parentela e spero che a Mussa e ai suoi fedeli non venga in mente ciò, e così neanche ai mass media arabi, che gli iracheni si combattono l'uno contro l'altro semplicemente per il razzismo o il settarismo politico…il popolo iracheno, infatti, è più grande di Mussa e delle sue fantasie e della Lega araba che non pronunciò neanche una parola riguardo il terrorismo nel nostro paese.
E' vero che ci sono stati conflitti, ma questi erano dovuti a questioni politiche e il popolo iracheno non si lascerà certo trascinare in guerra come alcuni immaginano. Persino tra i partiti di una certa scuola di pensiero c'erano stati comunque delle controversie, ma esse rappresentano soltanto una parte di tutta la società irachena, anche se la Lega araba ha provato a trasmetterci i suoi pregiudizi. In realtà il popolo iracheno è più grande di questo e non si lascia trascinare da questo gioco, malgrado le numerose vittime e i sempre più crescenti fatti di sangue.
Vorrebbe forse Mussa riappacificarsi con i terroristi che infliggono agli iracheni sofferenze e li massacrano? Perché allora non si pretende che i terroristi facciano una tregua dalle loro operazioni terroristiche prima che venga discusso qualsiasi tentativo di riappacificazione?! Sì alla pace ma no ai massacri, alle uccisioni quando sulle teste degli iracheni c' è solo del marcio, e le donne, i bambini, gli anziani sono seppelliti nei conflitti, nel bel mezzo del sangue. Sì allora alla pace, ma con chi?!
Trad. Silvia Marchionne